Matrimonio in dialetto, l’ultima “follia”

“E adess v’el disi be’l ciaa’r: da quest mume’nt chi’ sii mari’ e mije’e“
(da questo momento vi dichiaro marito e moglie).

Questa e’ stata la parola chiave del primo matrimonio (civile) in dialetto. E’ stato celebrato ieri, (3 settembre) a Palazzo Cernezzi, sede del Municipio di Como, davanti all’assessore Diego Peverelli, che ha provveduto personalmente a tradurre in comasco gli articoli del Codice civile e le relative formule.

UN VERO MATRIMONIO BILINGUE
I due sposini (lei classe ’55, lui del ’48), legati visceralmente alla loro terra, hanno voluto fare una sorpresa ai loro invitati (si presume tutti “lumbard”) facendo celebrare il rito, oltre che in italiano, anche in dialetto. Proprio come accade per i matrimoni misti, celebrati in due lingue.
Persino il libretto per seguire la cerimonia era redatto nella nostra lingua nazionale e in comasco: della serie, se qualcosa poi dovesse andare “storta”, nessuno potra’ dire di non aver capito bene…

Insomma, un’organizzazione perfetta, che probabilmente verra’ copiata da altri sposi particolarmente legati alla tradizione, sempre che riescano a trovare un sindaco o un assessore che mastichi il dialetto a dovere…

VAN DE SFROOS: IL RE DELLA MUSICA LARIANA
Gia’ immaginiamo quale pota’ essere stata la colonna sonora del matrimonio: sicuramente ha spadronaggiato il repertorio di Davide Van de Sfroos, idolo locale che compone canzoni solamente in dialetto lariano. E’ un personaggio molto apprezzato, con un pubblico che va dai ragazzini agli anziani. Ebbene si’, noi di Matrimusica passiamo con nonchalance dagli ultimi successi di Bob Sinclar alle canzoni popolari. Ma sempre con il nostro stile…
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